Presentazione
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Dopo vent'anni di apertura al pubblico del Museo (1992-2012) si è ritenuto opportuno, con questa pubblicazione, fare il punto sull'attività e riassumere le iniziative realizzate, che non sono state solamente quelle espositive. Come si vedrà, il Museo è cresciuto rapidamente, grazie a numerose donazioni ed acquisti, tanto da annoverare oggi oltre ventimila reperti (dai seimila iniziali) divisi in numerose sezioni tematiche, con ricostruzione di ambienti ed officine artigianali, tutte con reperti originali.
Non mancano alcune riproduzioni semoventi, come il
mulino (scala 1/100) o l'arrotino (in grandezza naturale) donati da
ingegnosi artigiani, per la gioia dei più piccini. Vi è stata la fattiva
collaborazione con i sodalizi locali, come il circolo culturale "Navarca"
per il "Cortile delle Meridiane" che annovera ben diciannove
esemplari, nello stesso cortile, di questo particolare orologio solare,
la Pro Loco di Aiello per le grandi manifestazioni popolari svolte,
nonché con i collezionisti privati, come ad esempio il "Tractor Club
Misuri" di San Canzian d'Isonzo, per la rievocazione storica della
trebbiatura, la Sen. Vera Squarcialupi per i lavori femminili, nonché il
Dott. Giuliano Miani per la ricostruzione della tipografia e molti
altri. L'attività dell'Associazione si è svolta, durante questo ventennio, con molte iniziative tese soprattutto a vitalizzare e promuovere il Museo; si pensi, ad esempio, alla presenza di propri stand alla Fiera dell'Agricoltura di Verona, a quella di Pordenone (orto giardino) ed a quella di Udine con "Friuli D.O.C.", nonché altre minori. Documentari e trasmissioni televisive (RAI 3 - Tele Capodistria) hanno divulgato il Museo al grosso pubblico, ai quali si sono aggiunti articoli sui Quotidiani e Riviste della nostra Regione.
Altre opportunità sono rappresentate dalle
manifestazioni, organizzate nel Museo, dalle mostre di pittura e di
altro genere, ai mercatini dell'usato, alla presentazione di libri, alle
conferenze e quant'altro come l'autore ha descritto in questa
pubblicazione.
Il secondo decennio è stato caratterizzato
soprattutto da una vasta attività editoriale, tendente a far conoscere
alle future generazioni il mondo rurale dei secoli passati (1500-1918),
nonché a promuovere le visite scolastiche. Nel 2009 è stato anche
ampliato il Museo, con l'aggiunta del nuovo settore dedicato agli aratri
e con una sala per proiezioni e conferenze.
Voglio esprimere un particolare ringraziamento a
tutti i donatori e collaboratori che si sono succeduti nelle varie fasi
di allestimento e di gestione del Museo, ed ai conservatori, tra i quali
il dott. Stefano Cosma e l'Arch. Mauro Nocchieri, poiché senza di essi
difficilmente avremmo potuto raggiungere l'attuale traguardo, che ci
pone all'apice dei Musei etnografici della nostra Regione, sia per
numero di reperti che per spazi espositivi.
Un grazie particolare a Mario Brandolin, che ha
compiuto la bella età di cento anni il 07.09.2011, ancora perfettamente
"lucido", "memoria storica" del Museo che fin dall'inizio ha
messo a disposizione tutta la sua conoscenza diretta degli attrezzi e
delle lavorazioni agricole ai volontari che si accostavano per la prima
volta a questo mondo già lontano.
Michele Formentini |
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